Il presente MODELLO ORGANIZZATIVO E DI ONTROLLO DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA viene redatto ai sensi dei D.Lgs n. 36 e n.39 del 28.02.2021 volto alla Prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni nell’attività sportiva, alla Delibera CONI 255 del 23.07.2023 e relativo allegato, ai Principi Fondamentali dettati dall’Osservatorio Permanente del CONI e alle “Linee guida” emanate dalla Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) con delibera del 31 agosto 2023 e dall’EISI.
Art. 1 – Finalità
1. Il presente documento stabilisce le misure per prevenire e contrastare qualsiasi forma di abuso, molestia, violenza di genere o discriminazione basata su genere, etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, nonché per le ragioni indicate nel D.lgs. n. 198/2006 relativo ai Tesserati, specialmente se minori, all’interno della POLISPORTIVA VIRTUS 2014 MOLFETTA Associazione Sportiva Dilettantistica (anche semplicemente denominata “Società” o “Associazione”).
2. Il diritto fondamentale dei Tesserati è essere trattati con rispetto e dignità, garantendo la protezione da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e discriminazione, come stabilito dal D.lgs. n. 198/2006. Questa tutela è estesa indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, status finanziario, origine, capacità fisica, intellettuale, relazionale o sportiva. Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei Tesserati è di primaria importanza e prevale sul risultato sportivo.
3. Il presente documento costituisce il complesso delle Linee Guida e dei Principi ai quali la Società e tutti i suoi Tesserati sono tenuti ad adeguarsi al fine di perseguire:
a. la promozione dei diritti di cui all’art. 1 del Regolamento Safeguarding federale per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui tesserati;
b. la promozione di una cultura e di un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità;
c. la consapevolezza dei tesserati in ordine ai propri diritti doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
d. la garanzia di uno sport aperto, inclusivo e sicuro, quale ambiente sportivo rispettoso, equo e libero da ogni forma di violenza nei confronti degli atleti, soprattutto se minori e particolarmente vulnerabili.
e. l’individuazione e l’attuazione da parte delle Affiliate di adeguate misure, procedure e politiche di safeguarding, anche in conformità con le raccomandazioni del Responsabile Federale delle Politiche di Safeguarding, che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
f. la gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;
g. l’informazione dei tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolar modo, sulle procedure per la segnalazione degli stessi, nello specifico, la Federazione si è dotata di una piattaforma informatica dedicata, accessibile attraverso il link pubblicato sul sito web istituzionale, seguendo la procedura informatica ivi indicata, attraverso la quale consentire agli interessati di effettuare le segnalazioni come disciplinato dall’art. 11 del Regolamento Safeguarding federale;
h. la partecipazione delle Affiliate e dei tesserati alle iniziative organizzate dalla Federazione nell’ambito delle politiche di safeguarding adottate;
i. il coinvolgimento proattivo di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding delle rispettive Affiliate.
4. Il presente documento aderisce alle disposizioni del D.lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021 e del D.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021, alle direttive emanate dalla Giunta Nazionale del CONI, ai Principi Fondamentali approvati dall’Osservatorio permanente del CONI per le politiche di Safeguarding, nonché alle Linee Guida emanate dalla FIP con Delibera del 31 agosto 2023 e dall’EISI.
Art. 2 – Campo di applicazione
1. Sono tenuti al rispetto del presente documento i seguenti soggetti:
a. I tesserati FIP ed EISI, in conformità a quanto stabilito dallo Statuto Federale e dal Regolamento Organico Federale, presso la Società;
b. Tutti coloro che svolgono attività lavorativa o di volontariato per conto della Società; c. Tutti coloro che, in qualsiasi capacità, hanno rapporti con la Società.
Art. 3 – Tipologie di Comportamenti Rilevanti
1. Ai fini del presente documento, sono considerati comportamenti rilevanti i seguenti:
a. Abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.
b. Abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché
nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping.
c. Molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante.
d. Abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati.
e. Violenza di genere: comprende qualsiasi forma di violenza, sia fisica che psicologica, basata sul genere.
f. Bullismo e cyber bullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima).
g. Nonnismo (hazing): comporta iniziative umilianti e pericolose da parte di membri anziani verso i nuovi membri del gruppo.
h. Abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
i. Abuso dei mezzi di correzione: coinvolge l’uso improprio del potere correttivo e disciplinare nei confronti di un Tesserato.
j. Negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato.
k. Incuria: la mancata soddisfazione delle necessita fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo.
l. Altri comportamenti discriminatori: qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
2. Rientrano inoltre tra le condotte rilevanti tutti quei comportamenti che ostacolano il raggiungimento delle finalità stabilite nel precedente art. 1.
Art. 4 – Principi e misure di prevenzione e protezione
1. I soggetti indicati nel precedente art. 2 sono tenuti ad adottare comportamenti conformi ai seguenti principi:
a. Garantire un ambiente basato sui principi di uguaglianza e sulla tutela della libertà, della dignità e dell’integrità personale.
b. Assicurare a ogni Tesserato attenzione, impegno, rispetto e dignità, senza discriminazioni di età, etnia, status sociale, orientamento politico, credo religioso, genere, orientamento sessuale, disabilità o altre caratteristiche.
c. Prestare particolare attenzione a situazioni di disagio, sia percepite direttamente che apprese indirettamente, con particolare riguardo alle circostanze coinvolgenti i minori.
d. Segnalare prontamente qualsiasi circostanza di interesse ai genitori o tutori legali o agli enti di vigilanza designati.
e. Rivolgersi al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società e/o il Safeguarding Officer della FIP e dell’EISI nel caso sospetti o rilevi condotte conformi ai criteri del presente documento.
f. Garantire lo svolgimento dell’attività sportiva rispettando lo sviluppo fisico, sportivo ed emotivo degli atleti, considerando i loro interessi e bisogni, evitando atti di violenza e discriminazione verso gli stessi.
g. Pianificare e gestire l’attività, anche durante gli spostamenti, adottando soluzioni organizzative e logistiche atte a prevenire situazioni di disagio o comportamenti inappropriati. In particolare, è fatto divieto all’allenatore e allo staff sia durante gli allenamenti che in trasferta la condivisione con gli atleti di bagni, spogliatoi, docce, stanze e altri spazi comuni se non per finalità strettamente necessarie e legate all’attività sportiva svolta.
h. Ottenere e conservare l’autorizzazione scritta dei genitori o tutori legali per gli atleti minorenni qualora si programmino allenamenti individuali o in orari non abitualmente frequentati che, in ogni caso, dovranno svolgersi alla presenza di almeno due tecnici appartenenti alla società ed eventualmente del genitore stesso.
i. Prevenire, durante gli allenamenti e le competizioni, ogni forma di comportamento o condotta descritta nel presente documento attraverso azioni di sensibilizzazione e controllo.
j. Informare chiaramente i partecipanti all’attività sportiva che apprezzamenti, commenti o valutazioni non strettamente correlati alla performance sportiva e non inclusi nei parametri definiti nel presente documento possono ledere la dignità e il rispetto della persona.
k. Favorire la parità di genere nella rappresentanza, nel rispetto delle normative vigenti.
l. Ottenere e conservare l’autorizzazione firmata dai genitori o tutori legali per gli atleti minorenni ad usufruire eventualmente trasporto da parte di personale della società POLISPORTIVA VIRTUS 2014 MOLFETTA Asd, tramite i veicoli messi a disposizione dalla società stessa.
m. Ottenere e conservare l’autorizzazione firmata dai genitori o tutori legali per gli atleti minorenni alla partecipazione di tornei o competizioni fuori città che si protraggano per più giorni che, in ogni caso, comporteranno l’accompagnamento del gruppo da parte di almeno due tecnici appartenenti alla società ed eventualmente dai genitori stessi. In tale ipotesi si dovranno applicare tutte le misure di prevenzione e controllo previste dal presente regolamento con particolare attenzione, a cura dei tecnici accompagnatori, all’assegnazione delle camere e vigilanza notturna costante.
n. Ottenere e conservare l’autorizzazione firmata dai genitori o tutori legali per gli atleti minorenni alla realizzazione e all’utilizzo di fotografie, video o altri materiali audiovisivi contenenti l’immagine, il nome e la voce dell’atleta, all’interno delle attività associative per scopi documentativi e informativi
Art. 5 – Certificazioni
1. La Società è tenuta a richiedere preventivamente una copia del certificato del casellario giudiziale, ai sensi della normativa vigente, a tutti i soggetti, indipendentemente dalla forma di impiego, incaricati di compiti che comportano contatti diretti e regolari con minori. In attesa della consegna di suddetto certificato, è ammessa la compilazione dell’autocertificazione secondo il modello e le indicazioni emanate dalla FIP nella Comunicazione Prot.03666 del 05.06.2024.
Art. 6 – Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni
1. Per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione nei confronti dei Tesserati, nonché garantire l’integrità fisica e morale degli sportivi, la il Consiglio Direttivo societario nomina un Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni, come richiesto anche dall’articolo 33, comma 6, del D.lgs. n. 36/2021. Tale nomina è comunicata alla FIP e dell’EISI e al Safeguarding Officer della Federazione, secondo le modalità indicate dalle stesse.
2. Il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni deve essere scelto tra individui di comprovata integrità morale e competenza, egli non può e non deve essere un sostituto delle Autorità per legge preposte alle azioni di tutela ma può esercitare un‘azione preventiva.
In tale ottica egli deve soddisfare i seguenti requisiti:
a. Possedere la cittadinanza italiana;
b. Conoscere il tema specifico degli abusi nello sport e le tecniche di prevenzione ed avere competenze tali da garantire una sua conoscenza della normativa che regola il sistema di safeguarding, padroneggi le specifiche tecniche e gestionali riferite ai certificati antipedofilia, conosca il sistema sportivo in cui si trova a operare con particolare riguardo ai modelli emessi dagli Organismi cui il sodalizio in cui opera è affiliato e i regolamenti, anche tecnici, della disciplina praticata.
c. Non avere riportato condanne penali definitive per reati non colposi con pene detentive superiori ad un anno, o con pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici per più di un anno.
d. Non avere riportato, nei precedenti dieci anni, squalifiche o inibizioni sportive definitive complessivamente superiori ad un anno, da parte di enti sportivi riconosciuti a livello nazionale o internazionale.
e. Non deve rivestire all’interno dell’associazione ruoli organizzativi che potrebbero mettere a rischio la sua terzietà e indipendenza.
3. La nomina del Responsabile viene resa pubblica all’interno dell’associazione (attraverso affissione nella sede e pubblicazione sulla homepage del sito e sui social), e inserita nel sistema gestionale federale secondo le procedure stabilite dalla regolamentazione federale.
4. Il mandato del Responsabile dura sei anni e può essere rinnovato.
5. In caso di dimissioni o cessazione del mandato per altri motivi, il Consiglio Direttivo societario ha 30 giorni per nominare un nuovo Responsabile e comunicarne la nomina al sistema gestionale federale, secondo le procedure stabilite dalla regolamentazione federale.
6. La nomina del Responsabile può essere revocata prima della scadenza del mandato per gravi irregolarità di gestione o funzionamento, con provvedimento motivato dell’organo competente dell’associazione. Il Safeguarding Officer della FIP e dell’EISI vengono informati tempestivamente della revoca e dei motivi. L’associazione procede alla sostituzione del Responsabile secondo le procedure indicate al punto precedente.
7. Il Responsabile ha le seguenti funzioni:
a. Sorvegliare l’applicazione corretta del Regolamento per la prevenzione e il contrasto di abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati della FIP all’interno dell’associazione, così come l’applicazione e l’aggiornamento dei Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei Codici di condotta adottati;
b. Adottare iniziative, anche di carattere urgente, per prevenire e contrastare qualsiasi forma di abuso, violenza e discriminazione nell’associazione, oltre a promuovere iniziative di sensibilizzazione ritenute opportune;
c. Segnalare al Safeguarding Officer federale eventuali condotte rilevanti e fornire le informazioni o documentazione richiesta;
d. Rispettare gli obblighi di riservatezza come previsto dal Codice della Privacy D.Dlgs 196/2003 e ss.mm.ii. nonché dal GDPR UE 2016/679 e dai regolamenti emanati dalla FIP e dall’EISI.
e. Proporre all’organo competente dell’associazione eventuali aggiornamenti ai Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e ai Codici di condotta, tenendo conto delle esigenze dell’associazione;
f. Valutare annualmente l’efficacia dei Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta, e sviluppare e attuare un piano d’azione per risolvere eventuali criticità riscontrate;
g. Partecipare agli eventi formativi obbligatori eventualmente organizzati dalla FIP.
Art. 7 – Obbligo di segnalazione
1. Chiunque venga a conoscenza di comportamenti rilevanti ai sensi degli articoli precedenti e che coinvolgano Tesserati, in particolare minorenni, è tenuto a comunicarlo immediatamente al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società e/o il Safeguarding Officer della FIP e dell’EISI.
2. Chiunque sospetti comportamenti rilevanti secondo il presente Regolamento può discuterne con il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società e/o il Safeguarding Officer della FIP e dell’EISI.
Art. 8 – Procedura
1. A seguito della segnalazione di una delle condotte vietate dal presente modello o comunque ritenute lesive delle finalità e dei diritti di cui all’art.1, il Responsabile della società procede, insieme ad un soggetto appartenente alla stessa ed estraneo al fatto, all’audizione del soggetto segnalante e delle eventuali ulteriori persone coinvolte nella fattispecie segnalata, garantendo la totale riservatezza delle stesse.
2. Nell’ipotesi in cui sia coinvolto un minore, vengono sentite le persone esercenti la responsabilità genitoriale o i soggetti incaricati della cura del minore. Se opportuno, in relazione all’età e alle capacità del minore si può procedere anche con l’audizione dello stesso.
3. Una volta ultimata l’istruttoria di cui ai punti precedenti, il Responsabile della società valuta insieme al soggetto co-partecipante alla stessa la sussistenza o meno di una condotta contraria a quanto previsto dal presente Modello e dal codice di condotta ad esso allegato oltre alla sua gravità, procedendo eventualmente con le sanzioni disciplinari e contrattuali ritenute più opportune.
4. Se la condotta integra un reato perseguibile penalmente dalla legislazione il Responsabile è tenuto a segnalarla tempestivamente alle Autorità competenti.
Art.9 – Diffusione ed attuazione
1. La Società, anche con il supporto del Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni, si impegna a diffondere ampiamente il presente documento e il Codice di Condotta a tutela dei minori e per la prevenzione di molestie, violenza di genere e discriminazioni (vedi Allegato A) tra i propri Tesserati FIP ed EISI e i soggetti coinvolti nell’attività sportiva, in qualsiasi ruolo o funzione. Si impegnano inoltre a mettere a disposizione tutti gli strumenti necessari per garantire la piena applicazione di tali normative, a svolgere verifiche su ogni segnalazione di violazione e a condividere materiale informativo per sensibilizzare e prevenire i disturbi alimentari negli sportivi.
2. Il presente documento sarà pubblicato sul sito web dell’associazione e sui social, e/o affisso presso la sede, e sarà portato a conoscenza di tutti i collaboratori al momento dell’instaurazione del rapporto con la Società. Qualsiasi violazione delle disposizioni sarà sanzionata con adeguate misure disciplinari o contrattuali.
Art. 10 – Norme finali
1. Come previsto dall’Art. 4 e 10 delle Linee Guida emanate dalla FIP, il presente documento e il codice di condotta vengono revisionati dal Consiglio Direttivo della Società di concerto con il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni con cadenza quadriennale, nonché ogni volta che sia necessario per recepire eventuali nuove disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI, modifiche ai Principi Fondamentali approvati dall’Osservatorio Permanente del CONI per le politiche di Safeguarding, nonché eventuali integrazioni alle normative emanate dalla FIP ed ell’EISI.
PROCEDURE IN CASO DI POSSIBILE COMPORTAMENTO PREOCCUPANTE
Chiunque sospetti comportamenti preoccupanti può rivolgersi al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società o contattare direttamente il Safeguarding Officer della FIP ai recapiti di seguito riportati:
Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società:
Sig. MEZZINA Damiano, cell +39 3494378749, email: safeguardingvirtusmolfetta@gmail.com
Safeguarding Officer della FIP
Avv. MARCO FERRANTE, tel. 06.68300033, email: safeguarding.officer@fip.it
Allegato A
CODICE ETICO E DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI OGNI ALTRA CONDIZIONE DI DISCRIMINAZIONE
Ai sensi dei D.Lgs n. 36 e n.39 del 28.02.2021 volto alla Prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni nell’attività sportiva, alla Delibera CONI 255 del 23.07.2023 e relativo allegato, ai Principi Fondamentali dettati dall’Osservatorio Permanente del CONI e alle “Linee guida” emanate dalla Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) con delibera del 31 agosto 2023 e dall’EISI.
Ogni Tesserato ha il dovere di mantenere un ambiente sportivo che sia rispettoso, equo e libero da ogni forma di abuso, violenza e discriminazione.
È un diritto fondamentale di ciascun Tesserato essere trattato con rispetto e dignità, e di essere protetto da ogni tipo di abuso, molestia, violenza di genere e discriminazione, come previsto dal D.lgs. n. 198/2006. Questo diritto è garantito indipendentemente da razza, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, situazione finanziaria, luogo di nascita, caratteristiche fisiche, intellettuali, relazionali o sportive. Il benessere psicofisico di ogni Tesserato ha sempre la massima priorità, superando anche il successo sportivo.
Non sono tollerate discriminazioni di alcun tipo, che siano basate su razza, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o su qualsiasi altra caratteristica personale, nazionale o sociale, disponibilità economica o altra circostanza.
In caso di violazione delle norme stabilite per prevenire e contrastare qualsiasi forma di abuso, molestia, violenza di genere o discriminazione, il regime di sanzioni applicabile varierà in base al ruolo che il soggetto ricopre all’interno della FIP e dell’EISI, ed in ogni caso con adeguate misure disciplinari o contrattuali.
È espressamente vietata, ripudiata e sanzionata dalla Società ogni forma di:
● Abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.
● Abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping.
● Molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante.
● Abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati.
● Violenza di genere: comprende qualsiasi forma di violenza, sia fisica che psicologica, basata sul genere.
● Bullismo e cyber bullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima).
● Nonnismo (hazing): comporta iniziative umilianti e pericolose da parte di membri anziani verso i nuovi membri del gruppo.
● Abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
● Abuso dei mezzi di correzione: coinvolge l’uso improprio del potere correttivo e disciplinare nei confronti di un Tesserato.
● Negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato.
● Incuria: la mancata soddisfazione delle necessita fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo.
● Altri comportamenti discriminatori: qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
NORME DI CONDOTTA GENERALI
I Tesserati e tutti i soggetti che partecipano all’attività sportiva in qualsiasi ruolo, funzione o capacità
NON DEVONO NEL MODO PIÙ ASSOLUTO:
❌ Discriminare o avere qualsiasi atteggiamento inappropriato fondato su razza, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altra natura, nazione o origine sociale, disponibilità economica, nascita o di altra natura;
❌ Colpire, assalire fisicamente o abusare fisicamente o psicologicamente un’altra persona;
❌ Avere atteggiamenti nei confronti di altri che – anche sotto il profilo psicologico – possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-relazionale;
❌ Agire con comportamenti che siano di esempio negativo, specialmente per i minori;
❌ Avere comportamenti e relazioni con minori che possano essere in qualche modo considerate di natura sessuale, sfruttamento, maltrattamento o abuso;
❌ Agire in modi che possano essere abusivi;
❌ Usare un linguaggio, dare suggerimenti o consigli, offensivi o abusivi;
❌ Comportarsi in maniera inappropriata o sessualmente provocante;
❌ Stabilire o intrattenere contatti con minori Tesserati utilizzando strumenti di comunicazione online personali (email, chat, social network, etc.) che esulino da quelli strettamente funzionali all’attività istituzionale;
❌ Tollerare o partecipare a comportamenti di altri soggetti che sono illegali, o abusivi o che mettano a rischio la loro sicurezza;
❌ Invitare a momenti conviviali non istituzionali atleti minorenni, salvo il consenso dell’esercente la responsabilità genitoriale;
❌ Agire in modo da far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare gli altri, o perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo;
❌ Discriminare, trattare in modo differente o favorire alcuni soggetti escludendone altri.
DOVERI E OBBLIGHI DEI TESSERATI
Si stabiliscono inoltre i seguenti doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati:
Manifestare lealtà, probità e correttezza in tutte le attività connesse o correlate all’ambito sportivo e adottare una condotta improntata al rispetto verso gli altri tesserati;
Evitare l’uso di un linguaggio inappropriato o allusivo, anche in contesti ludici o scherzosi;
Assicurare la sicurezza e la salute degli altri tesserati, contribuendo a creare e mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
Partecipare attivamente all’educazione e alla formazione nella pratica sportiva sana, offrendo supporto agli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;
Promuovere un equilibrio sano tra vita personale e sportiva, valorizzando anche gli aspetti ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
Stabilire rapporti equilibrati con coloro che hanno la responsabilità genitoriale o i soggetti incaricati della cura degli atleti, o i loro delegati;
Prevenire e ridurre le dispute, i conflitti e le tensioni attraverso una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
Affrontare con proattività comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
Collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, contrasto e repressione di abusi, violenze e discriminazioni, sia a livello individuale che collettivo; Segnalare tempestivamente al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società situazioni, anche potenziali, che possano mettere a rischio se stessi o gli altri, causare pericoli, timori o disagi.
DOVERI E OBBLIGHI DEI DIRIGENTI SPORTIVI E TECNICI
Si stabiliscono altresì i seguenti doveri e obblighi a carico dei dirigenti sportivi e dei tecnici: Contribuire attivamente alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
Evitare qualsiasi abuso o utilizzo improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, soprattutto se minori;
Partecipare alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori; Limitare al minimo indispensabile ogni contatto fisico con i tesserati, soprattutto se minori; Favorire un rapporto tra tesserati basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali che possano generare uno stato di soggezione, pericolo o timore, anche attraverso la manipolazione;
Evitare di creare situazioni di intimità con i tesserati minori;
Organizzare soluzioni logistiche durante le trasferte per prevenire situazioni di disagio o comportamenti inappropriati, coinvolgendo coloro che hanno la responsabilità genitoriale o i loro delegati nelle decisioni;
Comunicare e condividere con i tesserati minori gli obiettivi educativi e formativi, coinvolgendo coloro che hanno la responsabilità genitoriale o i loro delegati nelle scelte;
Evitare comunicazioni e contatti di natura intima con i tesserati minori, anche tramite i social network; Interrompere immediatamente ogni contatto con i tesserati minori se si avvertono situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, e attivare il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società;
Utilizzare le competenze professionali necessarie nella programmazione e/o gestione dei regimi alimentari in ambito sportivo;
Segnalare tempestivamente eventuali segni di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
Dichiarare eventuali situazioni di incompatibilità e conflitti di interesse;
Promuovere i valori dello sport educando al rifiuto di sostanze o metodi vietati per migliorare le prestazioni sportive dei tesserati;
Mantenersi costantemente informati sulle politiche di Safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
Evitare l’utilizzo, la riproduzione e la diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per fini educativi e formativi, ottenendo le necessarie autorizzazioni dai genitori o dai soggetti responsabili della loro cura;
Segnalare prontamente al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società situazioni, anche potenziali, che mettano i tesserati a rischio di pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
DIRITTI, DOVERI E OBBLIGHI DEGLI ATLETI
Infine, si stabiliscono i seguenti diritti, doveri e obblighi a carico degli atleti:
Collaborare solidalmente con gli altri atleti, offrendo assistenza e incoraggiamento reciproco; Condividere le proprie ambizioni con dirigenti e allenatori sportivi e valutare insieme le proposte riguardanti gli obiettivi educativi e formativi, coinvolgendo anche coloro che hanno la responsabilità genitoriale o sono incaricati della cura, e confrontarsi eventualmente con gli altri atleti;
Comunicare ai dirigenti sportivi e agli allenatori situazioni di ansia, paura o disagio riguardanti sé stessi o altri;
Prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che possano mettere gli altri atleti in uno stato di soggezione, pericolo o timore, anche attraverso manipolazioni;
Rispettare e preservare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e di tutti i soggetti coinvolti nell’attività sportiva;
Riconoscere e rispettare il ruolo educativo e formativo dei dirigenti sportivi e degli allenatori; Mantenere rapporti basati sul rispetto reciproco con gli altri atleti e con tutte le persone coinvolte nell’attività sportiva;
Segnalare qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti incaricati della cura degli atleti, o ai loro delegati;
Evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e allenatori, segnalando eventuali comportamenti inappropriati;
Non diffondere materiale fotografico o video di natura privata o intima senza autorizzazione, segnalando comportamenti non conformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti incaricati della cura, nonché al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società;
Segnalare tempestivamente al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società situazioni, anche potenziali, che possano mettere sé stessi o altri in pericolo o pregiudizio.
NORME SPECIFICHE DI CONDOTTA NELL’ATTIVITÀ CON I MINORI
Quando si svolge attività con i minori, è necessario:
Organizzare l’attività in modo da minimizzare i rischi, in particolar modo garantire durante l’attività la presenza di almeno 2 tecnici o dirigenti societari.
Essere visibili ad altri adulti, per quanto possibile, durante l’attività con i minori.
Consentire, quando possibile e nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza, l’accesso agli impianti durante allenamenti e sessioni di prova ai genitori o tutori legali, o agli addetti alla sorveglianza. Ottenere e conservare l’autorizzazione scritta dai genitori o tutori legali qualora siano previste sessioni di allenamento singole e/o in orari non consueti.
Astenersi dall’utilizzare, riprodurre e diffondere immagini o video dei Tesserati minori, se non per finalità educative e formative, ottenendo le necessarie autorizzazioni dai genitori o tutori legali o dagli addetti alla sorveglianza. Evitare situazioni di intimità con i Tesserati minori.
Comunicare e condividere con i Tesserati minori gli obiettivi educativi e formativi, coinvolgendo i genitori o tutori legali o gli addetti alla sorveglianza.
Astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con i Tesserati minori, anche tramite social network.
Interrompere immediatamente ogni contatto con i Tesserati minori se si riscontrano situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, informando il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società e/o il Safeguarding Officer della FIP e dell’EISI. Promuovere una cultura di apertura che consenta a tutto il personale, ai rappresentanti, ai minori e ai loro caregiver di sollevare e discutere liberamente qualsiasi argomento o preoccupazione.
Mantenere relazioni equilibrate con i genitori o tutori legali e gli addetti alla sorveglianza. Informare i minori sul tipo di rapporto che devono aspettarsi con gli allenatori e gli altri membri del sodalizio, incoraggiandoli a segnalare eventuali preoccupazioni.
Valorizzare le capacità e le competenze dei minori e discutere con loro dei loro diritti, di cosa è accettabile e di cosa non lo è, nonché di cosa possono fare in caso di emergenza.
Mantenere un alto standard personale e professionale.
Trattare i minori in modo giusto, onesto e con dignità e rispetto.
Favorire la partecipazione attiva dei minori per sviluppare le loro capacità di auto-protezione.
Segnali di disagio e malessere
A titolo esemplificativo, sono considerati segnali di disagio e malessere:
Cambi repentini e ingiustificati di comportamento, come riduzione della concentrazione, isolamento, depressione, paura, sbalzi d’umore, riluttanza ad allenarsi o partecipare alle gare, che possono essere accompagnati da cali delle performance sportive.
Disturbi dell’alimentazione.
Segni fisici evidenti o repentini cambiamenti comportamentali, oppure segnali verbali diretti o indiretti di difficoltà.
Ferite come contusioni inspiegabili o sospette, tagli o bruciature, soprattutto se presenti su parti del corpo normalmente non soggette a tali lesioni e non compatibili con l’attività sportiva.
Una ferita per la quale la spiegazione sembra poco plausibile.
Il minore che racconta di un’azione di abuso che lo ha coinvolto.
Diffidenza verso allenatori, accompagnatori, dirigenti o altri adulti con cui il minore dovrebbe avere un rapporto di fiducia.
Trascuratezza e frequente perdita di effetti personali.
Importante: la presenza di uno o più di questi segnali non costituisce di per sé la prova della presenza di abusi, violenza o molestie. Tali segnali devono essere valutati anche considerando i comportamenti tipici dei minori durante alcune fasi dello sviluppo e della crescita, come la preadolescenza e l’adolescenza, durante le quali cambiamenti di umore e comportamento sono comuni anche in assenza di abusi, violenza o molestie.
PROCEDURE DI SELEZIONE DEGLI OPERATORI SPORTIVI
Quando l’associazione instaura una relazione lavorativa, indipendentemente dalla forma, con operatori incaricati di svolgere compiti che comportano contatti diretti e regolari con i minori, richiede preventivamente una copia del certificato del casellario giudiziale conformemente alla normativa vigente.
In attesa della consegna di suddetto certificato, è ammessa la compilazione dell’autocertificazione secondo il modello e le indicazioni emanate dalla FIP nella Comunicazione Prot.03666 del 05.06.2024.
PROCEDURE IN CASO DI POSSIBILE COMPORTAMENTO PREOCCUPANTE
Tutti i Tesserati sono tenuti ad essere attenti nell’individuare situazioni che potrebbero rappresentare rischi per gli altri e devono segnalare ogni preoccupazione, sospetto o certezza riguardante possibili casi di abuso, maltrattamento, violenza o discriminazione in alternativa alle seguenti figure:
Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società:
Sig. MEZZINA Damiano, cell +39 3494378749, email: safeguardingvirtusmolfetta@gmail.com Safeguarding Officer della FIP
Avv. MARCO FERRANTE, tel. 06.68300033, email: safeguarding.officer@fip.it
Chiunque sospetti comportamenti preoccupanti può rivolgersi al Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società o contattare direttamente il Safeguarding Officer della FIP.
Nel caso di minori coinvolti, potrebbe essere opportuno segnalare tempestivamente eventuali segnali di disagio ai genitori o tutori legali. Tuttavia, potrebbero verificarsi situazioni in cui collaborare con i genitori o tutori potrebbe essere insufficiente o addirittura dannoso, ad esempio se uno dei genitori fosse coinvolto nell’abuso o dimostrasse incapacità nel gestire la situazione in modo adeguato. In tali casi, sarebbe consigliabile consultare il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società.
RISPETTO DELLA PRIVACY
Il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni della Società e il Safeguarding Officer della FIP sono tenuti a rispettare gli obblighi di riservatezza stabiliti dal Codice della Privacy D.Dlgs 196/2003 e ss.mm.ii. nonché dal GDPR UE 2016/679 e dai regolamenti emanati dalla FIP. L’identità del segnalante, qualora la segnalazione non fosse in forma anonima, non può essere divulgata a persone estranee alle autorità competenti per ricevere o trattare le segnalazioni. Questa protezione si estende non solo al nome del segnalante, ma anche a tutte le informazioni della segnalazione che potrebbero indirettamente rivelarne l’identità.
