Fatta eccezione per alcuni aspetti che hanno riguardato il gioco espresso dalla DAI Optical Virtus Basket Molfetta, la valutazione della prestazione in terra siciliana non può essere negativa. Nonostante la sconfitta maturata solo nei minuti finali, i biancoazzurri sono usciti a testa alta da una prestazione intensa, dai ritmi molti alti e soprattutto molto fisica. Nel day after Ragusa il commento del match è stato affidato alle parole del DS Mauro Lot. «Per come si è messa la partita e per come ha giocato la Virtus – ha affermato – c’è da constatare con orgoglio che questa squadra è capace di competere con qualsiasi team, anche contro uno come Ragusa, attrezzato per arrivare sino in fondo in questo torneo. Con un vantaggio di 6 punti nell’ultimo quarto, abbiamo rischiato di fare il colpaccio in una partita dove non abbiamo demeritato». Affermazioni che danno atto ad un’evoluzione delle prestazioni dei biancoazzurri, fortunatamente in controtendenza rispetto a quanto visto contro Sala Consilina. Le criticità non sono certamente mancate e sono quelle che hanno contribuito alla sconfitta. «Non possiamo pretendere di vincere in trasferta una partita con una percentuale di tiri da tre così bassa – ha precisato Lot – pur tuttavia, grazie ad un buon lavoro difensivo e ad una prestazione corale, siamo rimasti incollati alla gara, punto su punto, sfiorando l’impresa. Merito sicuramente va a Ragusa che è stata più fredda nei momenti più importanti. Adesso dobbiamo voltare pagina immediatamente e concentrarci su quella che sarà un’altra battaglia, domenica contro Orlandina». Eppure, l’amarezza per come sono andate le cose c’è tutta per fatti che non dipendono dal modo di giocare e di interpretare una gara. Ad influenzare in modo importante la partita è stato l’arbitraggio discutibile. «Mi viene difficile capire il metro dell’arbitraggio della partita di ieri – ha proseguito il DS biancoazzurro – se considerato sotto la voce dei falli, perché Ragusa dopo 16 minuti di partita aveva solo due falli fischiati contro. Noi siamo andati in bonus nel quarto quarto soltanto a partita quasi terminata e questo non può succedere in una partita complicata, molto fisica e dura come quella di ieri. Merita attenzione quanto accaduto nel presunto fallo fischiato a favore di Marcus Brown. E’ singolare come la guardia italo-americana nella sua penetrazione non venga mai toccata da nessuno come visto e rivisto nel replay. Quello che accade dopo è ancora più incredibile in quanto l’arbitro di fondo, ben posizionato, concede possesso alla Virtus, mentre l’altro ufficiale di gara, dalla visuale compromessa, fischia fallo concedendo a Brown due tiri liberi che, di fatto, ci spezzano le gambe, compromettendo l’esito del match. Ritengo che, in una fase del torneo delicata come questa, di caratura nazionale, non possono essere designati arbitri della stessa regione della squadra che gioca in casa. Non voglio parlare di malizia, ma è una situazione che può creare dei precedenti. Inoltre – ha concluso Lot – se la Federazione identifica questo campionato come nazionale deve avere lo stesso trattamento di un campionato nazionale, esattamente come accade in B1».

 

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